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Rabboni fa chiarezza sul piano triennale per apicoltura Stampa E-mail
News - Apicoltura
alveare(23 luglio 2010)
Nessuno si sta che 'pappando' i soldi,  "i consiglieri regionali della Lega Nord dicono cose assolutamente non vere". Così l'Assessore Regionale Tiberio Rabboni risponde alle insinuazioni della Lega in merito ai fondi del programma triennale regionale per l'apicoltura.
"La riprova - sottolinea l'assessore - è nel fatto che il programma presentato dalla Regione è stato preventivamente concordato con tutti i rappresentanti degli apicoltori dopo numerose riunioni. Dunque, agli apicoltori il programma va bene. A nome di chi parlano i leghisti?"

In secondo luogo "sostenere che Unione europea e Stato italiano hanno stanziato 2 milioni di euro è una pura invenzione. La cifra - prosegue Rabboni - rappresenta invece il fabbisogno necessario per sostenere la azioni previste. Al momento non si conosce infatti l'entità delle risorse effettivamente disponibili che purtroppo sarà certamente inferiore al fabbisogno. Inoltre, contrariamente a quanto si dice, il programma non è e non può essere uno strumento per combattere la mortalità delle api. E' invece uno strumento di sostegno all'apicoltura di qualità; la stragrande maggioranza della cifra richiesta è infatti destinata all'acquisto di arnie, attrezzature e autocarri per il nomadismo, acquisto di presidi sanitari, alle analisi chimico-fisiche del miele e al riacquisto di sciami".

Infine "è una squallida mistificazione l'affermazione secondo la quale ‘a papparsi la pappa reale degli oltre 2 milioni stanziati dallo Stato e dalla CEE sarà l'osservatorio nazionale del miele con sede a Castel San Pietro Terme'. Negli scorsi anni l'Osservatorio - ricorda l'assessore - ha ricevuto dalla Regione non più di 48.000 euro per le sue numerose attività. Altro che ‘pappa'! I leghisti denigratori evidentemente sono in disaccordo con il loro ex ministro dell'agricoltura Luca Zaia che lo scorso anno si è rivolto proprio all'Osservatorio di Castel San Pietro Terme per avere il necessario supporto alla decisione di messa al bando dei concianti del mais. E forse non sanno che da anni lo stesso ministero dell'Agricoltura cofinanzia le attività dell'Osservatorio con cifre ben maggiori rispetto a quelle della Regione. Questi i fatti. Tutto il resto - conclude Rabboni - è invenzione, chiacchiericcio privo di fondamento".
 

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