Area Riservata

Scopri i servizi esclusivi che AgricolturaWeb ha pensato per gli utenti registrati.
Inserisci username e password per accedere al tuo account.
La piadina romagnola IGP? Il disciplinare non la tutela affatto Stampa E-mail
News - Alimentazione
piada(19 ottobre 2011)
La strada verso la piadian IGP è tutt'altro che in discesa. Dopo la presentazione del disciplinare, infatti, le Confesercenti di Ravenna, Forlì e Cesena hanno stroncato l'idea di un marchio di Indicazione Geografica Protetta per il celebre farinaceo romagnolo. Le motivazioni? Secondo l'associazione di categoria,  la proposta  in discussione al ministero delle Politiche agricole rischia di attribuire il marchio anche alla piadina prodotta industrialmente e di sminuire così il lavoro di centinaia di piadinari e piadinare "veri".

Nel disciplinare Igp, si legge in una nota di cCnfesercenti, non si "tutela la freschezza, la quotidianità e la manualità della vera piadina, che è quella dei chioschi, delle gastronomie e di quei ristoranti che la producono tutti i giorni".

Il disciplinare sembra infatti essersi limitato a due sole questioni: la prima è quella della distinzione tra ‘piadina romagnola' e ‘piadina romagnola alla riminese', stabilendo diametro e spessore dell'una e dell'altra; l'altra è il vincolo di territorialità, affermando che i due tipi di piadina potranno essere prodotti in tutto il territorio delle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, oltre che nei comuni della provincia di Bologna a sud del fiume Sillaro.

"Tutto qui? - chiede Confesercenti. - Un marchio, per tutelare davvero il prodotto, deve proteggere la tipicità della sua produzione, e quindi precisare l'importanza della manualità, della freschezza del prodotto e della qualità degli ingredienti usati, con attenzione all'origine degli stessi. Purtroppo il disciplinare, così com'è stato redatto, invece di indirizzare i consumatori verso la vera tipicità, tutela esclusivamente la piadina prodotta industrialmente".

Confesercenti sottolinea inoltre che la piadina è ormai diventata «il brand enogastronomico della Romagna. Grazie anche al sistema turistico, si è creato un legame indissolubile tra prodotto, tradizione e territorio». Proprio per questo «l'unica, vera e sincera promozione del prodotto e del territorio è quella che rispetti la tradizione. Raccontare a chi acquista in un supermercato piadina confezionata che quella è la stessa che potranno mangiare in un chiosco, una pasta fresca o un ristorante della Romagna sarebbe raccontare un'enorme bugia».

 

Devi essere registrato per aggiungere i commenti e per accedere alla sezione allegati di questo articolo